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La Stella del Carmelo - Rivista di Cultura Spirituale della Famiglia Tertesiana Toscana

"Chi confida nel Signore č come il monte Sion"
 
 
 
 
Commento di Bruno Moriconi, ocd  
 
Salmo 125
 
C hi confida nel Signore è stabile come una roccia. “Al passaggio della bufera l’empio cessa di essere, ma il giusto resterà saldo per sempre” (Pro 10,25). Il monte Sion è il luogo dove Dio ha stabilito la sua dimora [vedi espressioni simili anche in altri salmi, come 48,2; 50,2; 78,68; 87,2-3 e 132,13-14].

Il Signore è intorno al suo popolo
Il salmista comincia con il ricorso ad un proverbio, probabilmente di patrimonio comune in Israele: “Chi confida nel Signore (è come il monte Sion): non vacilla, è stabile per sempre” (v. 1). Egli lo arricchisce con l’aggiunta dell’immagine del monte  (è come il monte Sion) che, già come tale, è evocativa e fascinosa. Dà il senso di una forza possente e ferma. Il monte di cui parla il salmista, inoltre, non è un’altura fra le altre, ma il monte Sion. Chi spera nel Signore, dice il salmista, è come quel monte, “stabile per sempre”.
Quanto ad imponenza orografica, anche il salmista sa che il monte altissimo per eccellenza è l’Ermon, evocato altrove anche nel salterio (vedi, per esempio, 89,13 e 133,3), e che il “monte di Dio” per eccellenza è l’Horeb o il Sinai (Es 18,4). Il monte di Sion, è ben poca cosa quanto ad altezza, ma ciò che lo rende incrollabile più di ogni altro monte è la protezione che YHWH estende su di esso in forza della sua elezione: “I monti cingono Gerusalemme: [ma] il Signore è intorno al suo popolo ora e sempre”, si affretta a dire, infatti, il salmista, subito dopo (v. 2). I monti cingono Gerusalemme? Non può trattarsi che della minaccia di altre potenze che incutono timore e di altre divinità tentatrici, dato che Gerusalemme non ha altri monti attorno. Ebbene, il Signore “è intorno” (cinge) tutto il suo popolo, lo avvolge col suo mantello. “Alzo gli occhi verso i monti”, aveva detto in un salmo precedente un altro salmista, chiedendosi da quale di essi gli sarebbe venuto aiuto, e si era risposto così: “Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra […]. Infatti, “Colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà” (Salmo 121,1-4).
La seconda parte del nostro salmo (vv. 3-5) spiega in che consiste questa sicura protezione del Signore: “Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi sul possesso dei giusti, perché i giusti non stendano le mani a compiere il male”. Lo “scettro degli empi” (v. 3a) è il “bastone dell’iniquità” che si contrappone al “bastone di giustizia” di Dio (vedi l’espressione nel Salmo 45,7) e potrebbe evocare un pericolo di invasione come quella che aveva provocato l’esilio del popolo a Babilonia. Di qualunque minaccia si tratti, però, una cosa è certa ed è legata proprio alla scelta di questo monte da parte del Signore, che “non lascerà pesare” nessuno scettro oppressore. Non permetterà, cioè, che la tribolazione duri troppo tempo, un tempo talmente lungo da divenire insopportabile. Anche il giusto (zaddiq), infatti, al pari dell’empio (resha‘) potrebbe stendere la sua mano a compiere il male (v. 3b).

La fiducia nel Signore
Gli empi vorrebbero imporre, anche sul giusto, il loro “scettro” di perdizione e portarli sulle stesse strade di rovina percorse da loro (ricordare il salmo 1 a versetti 1 e 6). Possono insorgere con le calunnie e le minacce di cui parla il salmo 120, o con le derisioni e il disprezzo ricordato nel salmo 123, travolgenti come “grandi acque”, anche se incapaci di travolgere il giusto che si tiene legato al suo Signore (vedi il salmo 124,4).
Il pericolo numero uno è sempre l’idolatria e il conseguente tradimento e abbandono dell’unico Signore di Israele (2Re 21,1-9). Il salmista, tuttavia, sa che il Signore veglia, affinché i suoi “giusti” non “stendano la mano a compiere il male” (v. 3b). La finale è costituita da una preghiera (v. 4) e da un’antifona che ricorre anche altrove (vedi, per esempio, il salmo 128,6). Essa ribadisce che dove non c’è questa fiducia in Dio, c’è la rovina. Dove, invece c’è questo abbandono,  c’è la vera pace: “Pace su Israele!” (v. 5b).
Benché il salmista senta anche su di sé il fascino della tentazione, confessata apertamente altrove (vedi il salmo 73,2-3), egli è stato formato alla scuola della vera sapienza. Sa che “gli uomini retti abiteranno il paese e gli integri vi resteranno, mentre i malvagi saranno sterminati dalla terra, gli infedeli ne saranno strappati” (Pro 2,21-22). Così come sa pure che “il Signore conosce il cammino dei giusti, mentre la via degli empi va [da sola] in rovina” (Salmo 1,6).
“Il nostro aiuto è nel nome del Signore che ha fatto il cielo e la terra”, aveva concluso nel salmo precedente (Salmo 124,8). Ora si dice certo che non sarà scosso in eterno “chi confida nel Signore”, dato che “è come il monte Sion: non vacilla, è stabile per sempre” (v. 1). Sa bene che Gerusalemme è già crollata una volta e può crollare ancora, non è un ingenuo, ma canta una stabilità che va oltre la robustezza delle mura di pietre.
Il monte che non crolla, infatti, è la forza che nasce dall’intimità con Dio e dalla fiducia di chi a Lui si affida. Il Signore no, che non cade, e non crollano coloro che si rifugiano nel suo abbraccio. Possono essere anche portati prigionieri, ma il Signore va con loro in esilio e non li abbandona mai. Il Signore, infatti, “è intorno al suo popolo ora e sempre” (v. 2). Attorno al suo popolo ha costruito il muro della sua fedeltà e tutti coloro che si accostano al Signore entrano in un dominio “stabile per sempre”. È una certezza di fede che gli “empi” non potranno mai comprendere, ma la più salda delle sicurezze.
I cristiani lo sanno con una fede ancora più provata, dato che il Cristo Signore, dopo aver percorso il suo cammino di croce e di abbandono ed essersi ripresentato ai suoi con le piaghe della passione nel proprio corpo risorto, li ha rassicurati così: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Per quanto riguarda l’augurio di male nei confronti degli “empi” all’ultimo versetto (v. 5), il cristiano - discepolo di Cristo che dà la vita per tutti, nessuno escluso - la pronuncia, ormai, unicamente contro il male e, in pratica, per la conversione ed il bene di tutti.

Salmo 125 (124)

1 Canto delle ascensioni.
Chi confida nel Signore
è come il monte Sion:
non vacilla,
è stabile per sempre.
2 I monti cingono Gerusalemme:
il Signore è intorno al suo popolo
ora e sempre.
3 Egli non lascerà pesare
lo scettro degli empi
sul possesso dei giusti,
perché i giusti non stendano le mani
a compiere il male.
4 La tua bontà, Signore,
sia con i buoni e con i retti di cuore.
5 Quelli che vanno per sentieri tortuosi
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi.
Pace su Israele!

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